DALLA MOTIVAZIONE AL SENSO DI APPARTENENZA: MODELLI E SISTEMI DI MANAGEMENT

DOCENTE:
  • Corso a catalogo
    Corso residenziale
  • ISCRIZIONE ON LINE


Codice MEPA: EBIT253

18 settembre 2019 - MILANO, Hotel Bristol (Via Scarlatti, 32)
10 ottobre 2019 - BOLOGNA, Mercure Hotel Bologna Centro (Viale Pietramellara, 59)
14 novembre 2019 - ROMA, Hotel Royal Santina (Via Marsala, 22)
11 dicembre 2019 - FIRENZE, Hotel Embassy (via Jacopo da Diacceto, 8)

ORARI: 9,30-13,30 e 14,30-17,00

DOCENTE: dott. MIRCO TURCO, Psicologo del Lavoro e delle Organizzazioni; Esperto in Bilancio delle Competenze ed in Profilo Orientativo Individuale; Project Manager; Trainer; Formatore formatori; Docente EBIT, Scuola di Formazione e Perfezionamento per la P.A.

DESTINATARI: Dirigenti – Funzionari – Responsabili di Struttura.

PREMESSA: La motivazione al lavoro è oggi considerata un fattore chiave per la costruzione e la crescita di un’organizzazione. Le teorie sulla motivazione risalgono agli anni ’50 e ’60 (Maslow, McClelland, Vroom, Adams, …) anni in cui sono stati creati modelli che oggi difficilmente riescono a cogliere la complessità del tema della motivazione e a interpretare le sue dinamiche. La motivazione si colora infatti di sfumature, in cui è possibile distinguere la motivazione al lavoro dalla motivazione all’organizzazione, e variabili come la forza, la direzione, il livello, la persistenza, l’influenza di elementi intrinseci e estrinseci, …

I modelli attuali della motivazione superano i tentativi di costruire tipologie di bisogni o algoritmi per quantificarla, e si avvicinano a proposte concettuali più complesse. In questo quadro si guarda alla motivazione non come una costante, ma una variabile suscettibile al cambiamento nel tempo e che può esistere di diverso grado. Inoltre non viene considerata una caratteristica dell’individuo, ma un elemento parte della relazione tra individuo e organizzazione, parte quindi del fondamentale processo di costituzione del contratto psicologico.

È quindi anche ruolo dell’organizzazione risultare “motivante” per la persona. Tra le “qualità” che identificano un’organizzazione come motivante troviamo per esempio la presenza di un contesto di lavoro con strutture e funzioni, valori e norme che esaltino le capacità delle persone, e capaci di stabilire un rapporto individuale tra azienda e dipendente. Mentre queste caratteristiche vengono considerate necessarie affinché si crei un ambiente non ostile alla motivazione, la letteratura individua caratteristiche che facilitano anche la creazione di un ambiente favorevole alla motivazione. Queste caratteristiche possono essere ricondotte a quattro aree principali: area dello sviluppo (riferita all’impegno dell’azienda per la crescita della persona attraverso sistemi di valutazione, formazione, piani di carriera, …) area delle relazioni (legata agli aspetti di comunicazione interna, di rapporti con colleghi e superiori, di clima, …), area del ruolo (riferita ai contenuti del lavoro e le tecnologie a disposizione, …) area della gestione (tra cui troviamo la retribuzione, i benefit, …). Mentre l’ultima area fa riferimento a elementi riconducibili alla motivazione estrinseca, le prime tre aree si riferiscono a elementi della motivazione intrinseca. È proprio la motivazione come fattore intrinseco che oggi trova maggiore attenzione da parte di chi si occupa della gestione delle risorse umane.

Tutti questi elementi avvicinano la motivazione e il contratto psicologico: membership, involvment, commitment, engagement, empowerment, sono le possibili configurazioni del contratto psicologico in relazione al differente investimento motivazionale in esso presente, investimento che segna il passaggio dall’appartenenza, alla disponibilità a partecipare come parte attiva, all’alleanza, all’impegno verso tutti gli interlocutori organizzativi, fino alla ricerca dell’autoefficacia e autodeterminazione, dell’eccellenza con il massimo sviluppo delle proprie potenzialità.

Proprio questa scala mostra come il crescere della motivazione permetta all’organizzazione di avere al suo interno persone che non solo “sono parte”, ma “sono parte e fanno più della propria parte”, rendendo così evidente l’importanza dell’investimento motivazionale delle persone per le organizzazioni, oggi impegnate nella sfida dell’eccellenza.

OBIETTIVI: implementare l’efficacia personale e collettiva all’interno di tutte le Unità operative (semplici e complesse) delle Pubbliche Amministrazioni; favorire la collaborazione del personale e l’incremento della qualità della performance lavorativa; arricchire il versante cognitivo, emotivo e motivazionale dei partecipanti attraverso un progressivo processo di acquisizione di consapevolezza della rilevanza del lavoro individuale e di quello di gruppo; favorire l’appartenenza all’Ente attraverso i processi di auto motivazione.

METODOLOGIA DIDATTICA: lezioni frontali, discussioni di gruppo, giochi di ruolo, simulazioni, filmati, esercitazioni, incidenti critici, analisi dei casi, laboratori.

La metodologia, in generale, segue un graduale affiancamento tra metodi tradizionali e metodi moderni, in un reciproco e positivo influenzamento tra accademismo e attivismo.

Il ruolo del docente non è solo inteso come il professionista che trasferisce informazioni ma, soprattutto, come colui che agevola ed implementa un arricchimento sotto il versante cognitivo, emotivo e motivazionale.

MATERIALE DIDATTICO: dispense riassuntive, schemi, schede stimolo. Valore aggiunto viene dato dall’utilizzo di questionari e test, validi e attendibili nell’ambito della Psicologia del Lavoro e delle Organizzazioni e Risorse Umane, con reportistica ed elaborazione risultati.

PROGRAMMA: DALL’INDIVIDUO AL GRUPPO; DAL GRUPPO ALL’ORGANIZZAZIONE: La realtà dei gruppi: individuo vs gruppo. La prospettiva intra-gruppi e inter-gruppi. Interdipendenza e processi di gruppo: dal compito al destino comune. Le relazioni di e nel gruppo. L’acquisizione e lo sviluppo di norme di gruppo come fattori motivanti. L’appartenenza come necessità/bisogno fondamentale. Il processo comunicativo e le reti di comunicazioni. La gestione della comunicazione nel gruppo e tra gruppi. Gruppi e realtà lavorative: la produttività, l’efficacia, l’efficienza. Processi motivazionali e processi decisionali. Problematiche di gruppo: pregiudizi, frustrazioni, disagi, conflitti, demotivazione. Il gruppo come strumento motivante all’appartenenza. IL RUOLO DELLA MOTIVAZIONE NELLA RISOLUZIONE DEI CONFLITTI: La sana competizione come fattore motivante. Le dinamiche conflittuali consce e inconsce come ostacolo al processo motivazionale. Conflitti personali e conflitti professionali. Quando il conflitto diventa tabù. Dal conflitto alla cooperazione. Motivazione alla gestione di un conflitto. Elementi di conflict management. Dall’ascolto attivo all’empatia: strategie per favorire la collaborazione. La riduzione del pregiudizio e il processo di negoziazione. Strategie comportamentali ed elementi di comunicazione strategica per lo sviluppo del senso di appartenenza. Dall’auto-osservazione all’auto-monitoraggio. Facilitare l’autoapprendimento. L’efficacia comunicativa come facilitatore motivante. TRA COOPERAZIONE E COLLABORAZIONE: RUOLO DEL MANAGEMENT PUBBLICO: Identificazione sociale e relazioni: implementare l’efficacia e l’efficienza. Favorire e ottimizzare la collaborazione. La collaborazione come strumento strategico. Le buone prassi per sviluppare e mantenere il senso di appartenenza. L’orientamento alla relazione come motivazione. L’orientamento all’obiettivo come motivazione. L’orientamento all’innovazione come motivazione. L’orientamento alla leadership come motivazione. Motivazione e valori professionali: una relazione essenziale. Strumenti per valutare la motivazione e l’efficacia nel lavoro e nelle organizzazioni. Motivazione e rendimento lavorativo. Motivazione e soddisfazione lavorativa. Motivazione e incentivazione del personale. Sistemi di incentivazione e di motivazione. Strumenti per la valutazione della motivazione e dell’appartenenza. Le responsabilità del management pubblico nel processo motivazionale.

ISCRIZIONE ON LINE


Psicologo del Lavoro e delle Organizzazioni; Esperto in Bilancio delle Competenze ed in Profilo Orientativo Individuale; Project Manager; Trainer; Formatore formatori; Docente EBIT, Scuola di Formazione e Perfezionamento per la P.A.

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