AMBIENTE E POLIZIA LOCALE

TUTTE LE NOVITÀ IN MATERIA DI ATTIVITÀ PRODUTTIVE, SCIA, EDILIZIA, URBANISTICA
ORME DI SEMPLIFICAZIONE E MODULO UNIFICATO DEL PERMESSO DI COSTRUIRE IN VIGORE DAL 21/10/2017

Il corso si prefigge di illustrare le complesse dinamiche ed evoluzioni normative, giurisprudenziali, ministeriali nell’ambito delle attività produttive che pongono ancor di più nelle mani del SUAP la responsabilità di autorizzazioni di procedimenti complessi. Fra questi l’esame dei correlati profili urbanistici ed edilizi che si compenetrano nell’esame delle istanze di attività produttive, come nel caso della disciplina del consumo sul posto mediante occupazione di suolo pubblico.
Il 4 maggio 2017 e il 6 luglio 2017 è stato siglato in Conferenza Unificata l’accordo tra Governo, Regioni ed enti locali sull’adozione di moduli unificati e standardizzati per la presentazione di segnalazioni, comunicazioni e istanze nei settori delle attività commerciali e dell’edilizia. In attuazione delle politiche di semplificazione previste dalla riforma Madia, gli enti locali disporranno di un’unica modulistica valida per l’intero territorio nazionale, fatti salve le eventuali integrazioni che le Regioni potranno operare con specifiche normative.
Dal 21 ottobre 2017 sarà, infatti, possibile utilizzare su tutto il territorio nazionale il nuovo «modulo unificato del permesso di costruire». La mancata pubblicazione dei moduli da parte dei comuni costituirà illecito disciplinare, sanzionato con la sospensione dal servizio e perdita della retribuzione da tre giorni a sei mesi.
Il modulo unificato e standardizzato per la presentazione del permesso di costruire suindicato prevede, peraltro, la soppressione del riferimento alla denuncia di inizio attività e lo spostamento alla fine del modello del quadro riepilogativo dei documenti da presentare.

BOLOGNA 18 settembre 2018

LA NUOVA FIGURA DELL’ISPETTORE AMBIENTALE
REPRESSIONE DEGLI ILLECITI SANZIONATI DAL CODICE DELL’AMBIENTE, DAI REGOLAMENTI COMUNALI E DALLE ORDINANZE SINDACALI

Molti Comuni, e tanti altri ancora si stanno apprestando a farlo, hanno istituito una nuova figura professionale, l’ispettore ambientale, cui attribuire le funzioni di accertamento delle violazioni alle disposizioni del Codice dell’Ambiente, ai Regolamenti e alle Ordinanze sindacali, in materia di abbandono e di deposito incontrollato di rifiuti.
I soggetti investiti di tali poteri sono individuati nel personale delle Amministrazioni Comunali, degli Ambiti Territoriali Ottimali (ATO), in quello della Protezione Civile e delle associazioni di volontariato, e ancora, tra i dipendenti delle aziende di gestione del servizio di raccolta e trasporto dei rifiuti solidi urbani.
L’obiettivo del corso è formare agenti con una elevata competenza, sia giuridica che tecnico-operativa, che possano contribuire ad una puntuale attuazione dei sistemi di raccolta differenziata, nonché a mantenere la città più pulita.
AL TERMINE DEL CORSO, SARÀ RILASCIATO UN ATTESTATO, CHE UNITAMENTE AL DECRETO DI NOMINA DEL SINDACO, CONSENTIRÀ LORO DI ESERCITARE LE FUNZIONI ACCERTAMENTO. A tal fine, il ricco materiale didattico conterrà, tra l’altro, modelli di regolamento comunale istitutivi della figura in argomento e di decreti sindacali di conferimento delle funzioni.

BOLOGNA 17 settembre 2018

ILLECITO AMMINISTRATIVO AMBIENTALE
ATTI E PROCEDURE, ORDINANZE (SINDACALI E DIRIGENZIALI) IN MATERIA DI RIFIUTI, PROVVEDIMENTI DIRIGENZIALI INGIUNTIVI, TUTELA DELLA P.A. NEL GIUDIZIO DI OPPOSIZIONE ALLE SANZIONI AMMINISTRATIVE

Il corso affronta, con taglio pratico-operativo, tutte le novità giurisprudenziali e normative intervenute nel campo dell’illecito amministrativo ambientale.

Oltre ai principi fondamentali propri dell’illecito amministrativo, particolare attenzione sarà altresì rivolta alle cd. Leggi sulla sicurezza, che hanno radicalmente modificato lo stesso Testo Unico degli Enti Locali, e alle ordinanze in materia di rifiuti, in aree pubbliche e private. La tutela della P.A. nei giudizi di opposizione e le spese di giudizio.

BOLOGNA 14 settembre 2018

LA DISCIPLINA DEGLI SCARICHI IDRICI (D.LGS. 25/11/2016, N. 222 – “SCIA DUE”)
AUTORIZZAZIONI, DEPURAZIONE ACQUE REFLUE, SANZIONI ED ACCERTAMENTO REATI

Il D.Lgs. 222/2016 (cd. S.C.I.A. due) provvede alla precisa individuazione delle attività oggetto di procedimento, di comunicazione o Scia o di silenzio assenso, nonché quelle per le quali è necessario il titolo espresso e introduce le conseguenti disposizioni normative di coordinamento.
E tra le attività economiche richiamate dal sopra citato Decreto, numerose sono quelle che producono scarichi idrici. Quali in concreto le novità? Quali gli adempimenti? Quali le responsabilità? Quali le condotte da ritenersi illecite?
Il Regolamento di semplificazione ambientale (D.P.R. n. 227/2011) introduce importanti novità riguardanti gli «adempimenti in materia di scarichi idrici». In particolare, detta le condizioni affinché gli scarichi (industriali) di numerose attività economiche possano essere assimilate alle acque reflue domestiche. La corretta distinzione tra le due tipologie di acque reflue – domestiche o industriali è fondamentale, perché a seconda della loro corretta configurazione giuridica, trova rilievo una distinta disciplina autorizzatoria e sanzionatoria.
E ancora: la nuova Autorizzazione Unica Ambientale (A.U.A.). Una facoltà o un obbligo per le aziende che effettuano scarichi idrici? Quale il campo di applicazione e quali le strutture che la possono richiedere?
Il Decreto Legislativo n. 121/2011, come recentemente modificato dalla Legge n. 68/2015, ha esteso agli enti e alle imprese la responsabilità per una serie di reati contro l’ambiente, tra cui gli scarichi non autorizzati. Quali i criteri d’imputazione, quali le sanzioni a carico delle società e degli enti? Quali le condizioni che escludono la cd. Responsabilità amministrativa delle persone giuridiche?
La giornata di studi affronterà – con taglio operativo – tutte le novità giurisprudenziali e normative intervenute nel campo del diritto dell’Ambiente, con particolare approfondimento di quelle introdotte dai recenti decreti che hanno profondamente modificato la Parte III del Testo Unico Ambientale. Illeciti e sanzioni. Quale disciplina sanzionatoria, nei casi di assenza di titoli autorizzatori?

BOLOGNA 13 settembre 2018

LA BONIFICA DEI SITI CONTAMINATI
ADEMPIMENTI, ORDINANZE, MISURE DI PREVENZIONE, OPERAZIONI DI BONIFICA, REATI DI OMESSA BONIFICA E DI OMESSA SEGNALAZIONE DELL’EVENTO INQUINANTE

Il titolo V della parte IV del nuovo Testo Unico Ambientale ha profondamente modificato la disciplina della bonifica dei siti contaminati, rispetto a quella contenuta nel D.M. n. 471/99 e nel D. Lgs. n. 22/97. Ulteriori e sostanziali novità sono state recentemente introdotte dalla legge 3 agosto 2017, n. 123, recante la nuova disciplina della classificazione dei rifiuti.
Saranno esaminati tutti i corretti adempimenti che dovranno essere posti in essere, da un lato, dalla Pubblica Amministrazione (Regioni, Province e Comuni); dall’altro, dal soggetto che ha prodotto la contaminazione del sito.
In particolare, quelli più controversi: La messa in sicurezza e i successivi adempimenti imposti al proprietario cd. Incolpevole; Gli obblighi di intervento per il proprietario [non responsabile] che rilevi il superamento o il pericolo concreto e attuale del superamento della CSC.
Infine, un approfondimento sull’accertamento dei reati di omessa bonifica e di omessa segnalazione dell’evento inquinante, alla luce della Legge 22 maggio 2015, n. 68.

BOLOGNA 12 settembre 2018
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