"LE LINEE PROGRAMMATICHE PER IL MANDATO AMMINISTRATIVO" di Alberto Barbiero, Marco Lombardi e Donato Di Memmo

La modulistica delle assenze dal servizioDESTINATARI:
Tutti gli Amministratori di Enti Locali (Sindaci; Presidenti Provincia e Regione; Assessori; Consi-glieri comunali, provinciali e regionali; Consiglieri di circoscrizione, ecc.); Segretari comunali; Direttori generali; Dirigenti/Responsabili di tutti i Servizi; Biblioteche; Sindacati.

PREMESSA:
La trasformazione delle logiche d'azione degli Enti Locali, determinata da un quadro di innova-zioni normative assai rilevanti, ha condotto negli ultimi anni molti Comuni e Province a rivedere modi e sedi d'impostazione delle principali strategie.
Per consentire di dare risposte alle esigenze di definizione di scelte precise al fine di far fronte alle istanze della popolazione e di attivazione di progetti con scadenza a medio-lungo termine nel rispetto di vincoli economico-finanziari rilevanti il Legislatore, sulla base di significative esperienze, ha configurato uno strumento assolutamente innovativo per quel che riguarda le sue componenti logico-strutturali: le linee programmatiche per il mandato amministrativo.
Nell'ambito del D.Lgs. n. 267/2000 è stato formalizzato un processo tradotto in varie realtà con articolazioni differenziate, ma pur sempre finalizzate a trasporre in un documento ad assetto unitario volontà caratteristiche dell'indirizzo politico-amministrativo, elaborazioni progettuali e configurazioni economico-funzionali rappresentative dei desideri, delle intenzioni e delle poten-zialità d'azione dei soggetti chiamati a guidare Enti Locali di varia dimensione.
Esso si configura come il complesso di elementi di riferimento per l'azione dell'Ente Locale, es-sendo delineato contestualmente come:
a) uno strumento di programmazione, poiché definisce dati, progetti-base, assetti, risorse in riferimento ai quali i Settori e Servizi del Comune o della Provincia sono chiamati a declinare la loro azione (per obiettivi prioritari) in prospettiva pluriennale;
b) uno strumento d'indirizzo, in quanto delinea scelte di fondo, indicazioni, contesti nei quali deve svilupparsi specificamente l'intervento dei singoli Settori e Servizi.
Nel "programma di mandato" vengono ad essere delineati obiettivi, ma le linee di impostazione si caratterizzano per la loro valenza di idee-forza, ossia di punti focali sui quali si concentra l'azione dell'Amministrazione per lo sviluppo della comunità locale, del territorio e del contesto socio-economico più favorevole allo sviluppo del tessuto imprenditoriale.
La loro valenza complessiva è quella di elementi-guida, che dovranno essere necessariamente tradotti in obiettivi specifici annualmente, con il Bilancio in relazione alle risorse, con il PEG per le macroattività e le modalità d'attuazione.
Un manuale insostituibile per tutti gli Amministratori, i quali definiscono quindi una sorta di piano strategico su base temporale quinquennale, aggiornabile ed adattabile a mutamenti di situazioni coinvolgenti l'Ente locale ed il suo contesto socio-economico e territoriale di riferimento.
Il processo di impostazione degli elementi di programmazione per il mandato amministrativo può peraltro (ed opportunamente) coinvolgere anche i Responsabili dei Servizi delle Amministrazioni locali, secondo una logica collaborativo-costruttiva finalizzata a valutare la "fattibilità" (sotto molteplici profili: organizzativo, economico, amministrativo, ecc.) di azioni, interventi e progetti con forte grado di complessità.
L'impostazione delle linee programmatiche lascia tuttavia ampi spazi alla progettualità (si pensi, ad esempio, a quella sperimentabile per l'evoluzione dei servizi sociali), così come prefigura il complesso delle stesse quale strumento comunque flessibile, che può e deve essere modificato se cambiano le condizioni di contesto, le disponibilità di risorse e se gli stessi obiettivi devono essere variati in ragione di esigenze sopravvenute o di riponderazione degli interessi in gioco.

INDICE:

Capitolo 1: LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE ED I VIZI DEL POLICY MAKING TRADIZIONALE
1.1 Il quadro di presupposto
1.2 Il policy making come forma di potere: alcuni concetti di base
1.3 Il caso Italia. Contesto ed obiettivi per riformare la Pubblica Amministrazione
1.3.1 Le dimensioni per un modello analitico del policy making italiano
1.4 Il policy making in Italia: l'autorità al centro, il potere alle periferie
1.4.1 L'assetto istituzionale centro-periferia
1.4.2 Lo stadio evolutivo della democrazia
1.5 La Pubblica Amministrazione
1.5.1 La Pubblica Amministrazione in Italia: quali distorsioni
1.6 Conclusioni: il modello tradizionale del policy making italiano

Capitolo 2: MODELLI SUBNAZIONALI DI POLICY MAKING
2.1 Quali realtà subnazionali nel contesto italiano
2.2 La Seconda Italia: cattive politiche, marginalità storica, clientelismo
2.3 La Terza Italia, un passato di certezze, un presente in transizione
2.3.1 Una nuova governance per contesti in trasformazione
2.4 Conclusioni. Dal locale al nazionale, l'esigenza di programmazione
Note Bibliografiche

Capitolo 3: SOCIETÀ E COMUNITÀ LOCALI IN EVOLUZIONE
3.1 Esigenze sociali e policy making locale
3.2 Il rapporto centro-periferia. Fra devolution e federalismo duale
Note Bibliografiche

Capitolo 4: LE LINEE PROGRAMMATICHE PER IL MANDATO AMMINISTRATIVO:
GLI ELEMENTI DI DEFINIZIONE
4.1 Le linee programmatiche per il mandato amministrativo: alcuni elementi per la loro definizione
4.2 Le sperimentazioni relative ai "programmi di mandato"
4.3 Il dato normativo generale di riferimento nell'ambito del d.lgs. n. 267/2000
4.4 La definizione delle procedure e dell'iter formativo delle linee programmatiche nello Statuto
4.4.a Il termine di approvazione
4.4.b Il procedimento formativo
4.4.c Azioni e progetti
4.4.d L'attuazione delle linee programmatiche
4.4.e Gli attori ed i loro ruoli

Capitolo 5: PROGRAMMA DI MANDATO, PIANIFICAZIONE E PROGRAMMAZIONE
5.1 La traduzione del programma elettorale nel programma di mandato e la trasposizione delle linee guida della pianificazione strategica dell'Ente Locale negli obiettivi specifici
5.2 La relazione tra le linee programmatiche ed altri strumenti d'indirizzo e di programmazione setto-riale

Capitolo 6: L'IMPOSTAZIONE DELLE LINEE PROGRAMMATICHE
6.1 L'iter formativo del programma di mandato
6.2 Le linee programmatiche come strumento ricettivo delle istanze e delle proposte della Comunità Locale e come base per le valutazioni del "Bilancio sociale"

Capitolo 7: LA PUBBLICIZZAZIONE DEL PROGRAMMA DI MANDATO E LE INTERAZIONI POSSI-BILI
7.1 La pubblicizzazione del processo formativo del programma e la partecipazione

Capitolo 8: LA FORMALIZZAZIONE DELLE LINEE PROGRAMMATICHE, LA RELAZIONE CON GLI STRUMENTI DI PROGRAMMAZIONE ECONOMICO-GESTIONALE E LA VERIFICA
8.1 L'analisi delle linee programmatiche da parte dell'organo assembleare
8.2 La relazione tra le linee programmatiche e gli strumenti di programmazione economico-gestionale
8.3 Le verifiche sull'attuazione delle linee programmatiche
8.4 La consuntivazione della realizzazione delle linee programmatiche: il c.d. "Bilancio di Mandato"
LINEE PROGRAMMATICHE DI GOVERNO PER IL QUINQUENNIO 2002-2007
INDIRIZZI GENERALI DI GOVERNO PER IL QUINQUENNIO 2002-2007 (ALLEGATI)
 
 

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